L’aeroporto è una distesa di bianco e di luce presente ma soffusa, come sparpagliata nella sua totale immensità stabile. Tu smuovi le particelle con il tuo fare impegnato e la camminata veloce a cui fatico star dietro. Come se dovessi scappare. Come ciò che stai facendo. Con le voci di un dio robotico e raffreddato che sopra te dà i numeri mentre tu fai i numeri per superare i turisti distratti che non riusciranno mai più a tornare in Asia.
Il tuo aereo potrebbe essere qualunque e dovunque nella pista che ci pedina da dietro i vetri oscurati. Tu a breve potresti essere dovunque ed essere una persona qualunque, una pedina in un gigantesco campo da giochi senza coordinate.
E dimmi se sono pensieri che devo avere adesso che devi far il check-in e guardi indietro verso me, per sapere fino a che punto camminerò con te, per te.
(by die dié)
”L’adolescente”, ep, autoproduzione, 21.02.11
Qui sono segnalate le...
(Sennò qualcuno poi se la prende)
Ieri io ero ad ascoltare L’orso.
L’unico modo in cui so spiegarla è questo:
Penso a quando si alzano gli...
ho dimenticato come si fa a essere bella
Meltin’ down by Giordano Poloni